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A Copertino si pota sul castello

data febbraio 13 | in entroterra, Idee, Luoghi, Natura | scritto da | con 3 Commenti

Arriva la stagione della potatura e si pota anche sul Castello di Copertino, dove il vigneto di negroamaro affonda le sue radici in attesa della prima vendemmia

Agli occhi sembrerebbe un set cinematografico. Eppure, l’azione è assolutamente reale. Così, è stato un cielo terso a baciare la prima potatura della vigna sul Castello. Un vigneto di 100 piante di negroamaro cannellino che dimora, da circa un anno, sui bastioni del Mastio Angioino di Copertino. A sei mesi dall’inaugurazione, siamo tornati qui per assistere al rito della prima potatura dopo la scorsa stagione vegetativa. Operazione di routine, certo, in questo periodo dell’anno nei vigneti. Ma qui, ha un che di unico. Sarà stata l’aria fresca e frizzante, oppure la location insolita a 50 metri dal piano stradale su un orizzonte aperto che ogni tanto incrocia i tetti piatti delle case del paese. Di fatto l’impressione di una diffusa emozione tra gli uomini di questa piccola terrazza viticola, è stata palpabile. Forbici alla mano, la squadra ha eliminato con gesti rapidi il secco – meglio noto come sarmenti o “sarmenta” in vernacolo – per predisporre i giovani alberelli al prossimo germogliamento primaverile. Il via ai lavori lo hanno dato Francesco Trono e Giuseppe Pizzolante Leuzzi, gli artefici del progetto realizzato in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e al Comune di Copertino. E proprio il territorio di Copertino è la chiave di lettura di questo felice connubio tra arte e coltura. “Questo vigneto è simbolo del paese, della sua storia e delle sue tradizioni agricole. Ecco perché ci piace l’idea di condividere con degli amici la prima potatura per arrivare poi al culmine con la vendemmia” è il commento di Trono, presidente della cooperativa, per spiegare la finalità sociale del progetto. Le bottiglie prodotte dalle uve di questo vigneto saranno, infatti, messe all’asta pubblicamente e il ricavato devoluto in beneficenza. “Si potranno ottenere circa 200 bottiglie. Al di là dei dati produttivi, comunque, la vera soddisfazione è parlare di Copertino, del suo castello che appartiene ai copertinesi quanto questo vigneto attecchito su un terreno che si trova sui bastioni dal 1500” – aggiunge l’enologo Leuzzi Pizzolante. Un vero e proprio cru “che possa fare da ambasciatore del mondo della DOC Copertino, capace di fare innamorare per il suo valore qualunque winelover come me ne sono innamorato io” – evidenzia Massimiliano Apollonio, presidente di Assoenologi Puglia, Basilicata e Calabria.
Non resta che attendere la vendemmia prossima per parlare ancora di questo valoroso vigneto, unico in Puglia.

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