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Aperte le iscrizioni per il “2° Lecce Open Data Contest”, il concorso sugli open data

data luglio 28 | in Aziende, Italia, Tecnologie, Territorio | scritto da | con 1 Commento

Dal 25 luglio 2016 al 15 ottobre 2016 il Comune di Lecce lancia il “2° Lecce Open Data Contest”, concorso sugli open data che quest’anno vede anche la partecipazione della Camera di Commercio di Lecce.
Al contest, disponibile sia sul portale del Comune di Lecce che su quello della Camera di commercio di Lecce, potranno partecipare i cittadini europei maggiorenni, le Scuole, le Università e le imprese, proponendo idee finalizzate al riuso degli Open Data, indicando soluzioni e servizi innovativi per una città attiva, dinamica, in continuo sviluppo culturale ed economico, attenta alla qualità della vita delle persone e delle istituzioni. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Palazzo Carafa.

Il concorso, oltre a facilitare l’accesso al patrimonio informativo pubblico del portale dei dati aperti http://dati.comune.lecce.it, accrescendone la trasparenza e la partecipazione, si propone di incentivare la creazione di nuove opportunità economiche nel campo dell’innovazione tecnologica.
C’è di più. Grazie al contest si intende anche ricercare e premiare le più interessanti proposte di utilizzo dei dataset OpenData in una delle seguenti modalità:
- Dashboard: costruzione di un cruscotto pubblico, alimentato dai dati aperti pubblicati sul portale http://dati.comune.lecce.it, che valorizzi i dataset mediante la visualizzazione grafica dinamica e interattiva degli stessi. Il cruscotto è finalizzato ad assicurare un controllo strategico da parte delle Amministrazioni su alcuni indicatori e al contempo un controllo da parte del cittadino dell’operato delle Amministrazioni stesse.
- Application: utilizzo dei dataset per sviluppare applicazioni per la città di Lecce e per il territorio salentino, con particolare riguardo ai temi: cultura e turismo, mobilità, vivere la città, sviluppo economico e produttivo.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di coinvolgere in un percorso di intelligenza collettiva tutte le comunità e le reti di sviluppatori e attivisti digitali, aumentando la quantità e la qualità delle informazioni per i cittadini. L’apertura dei dati prodotti dalla Pubblica Amministrazione è la condizione necessaria per valorizzare il patrimonio informativo pubblico e può diventare il motore di iniziative imprenditoriali (applicazioni mobile, data journalism, data analysis) e civiche (quando realizzate da cittadini e associazioni per fini di pubblica utilità, anche sotto forma di iniziative di civic hacking).

A tal fine Comune di Lecce e Camera di Commercio di Lecce hanno messo in palio cinque premi, tre per la sezione “Application” e due per la sezione “Dashboard” per un ammontare complessivo di 18.000 euro, nella convinzione che gli Open data possano aiutare le imprese a sviluppare nuovi modelli di business e nuovi mercati nell’economia immateriale e rappresentare un vantaggio competitivo per i territori perché mettono in evidenza i loro asset.

Cosa sono gli open data?
Definizione di open data di Laura Newman: I dati aperti sono dati che possono essere liberamente utilizzati, riutilizzati e ridistribuiti da chiunque, soggetti eventualmente alla necessità di citarne la fonte e di condividerli con lo stesso tipo di licenza con cui sono stati originariamente rilasciati.
La full Open Definition spiega nei dettagli cosa questo significhi. Gli aspetti più importanti sono:
• Disponibilità e accesso: i dati devono essere disponibili nel loro complesso, per un prezzo non superiore ad un ragionevole costo di riproduzione, preferibilmente mediante scaricamento da Internet. I dati devono essere disponibili in un formato utile e modificabile.
• Riutilizzo e ridistribuzione: i dati devono essere forniti a condizioni tali da permetterne il riutilizzo e la ridistribuzione. Ciò comprende la possibilità di combinarli con altre basi di dati.
• Partecipazione universale: tutti devono essere in grado di usare, riutilizzare e ridistribuire i dati. Non ci devono essere discriminazioni né di ambito di iniziativa né contro soggetti o gruppi. Ad esempio, la clausola ‘non commerciale’, che vieta l’uso a fini commerciali o restringe l’utilizzo solo per determinati scopi (es. quello educativo) non è ammessa.
La ragione fondamentale per cui è importante chiarire il significato di “aperto” e del perché utilizzare proprio questa definizione, può essere identificata in un termine: interoperabilità.

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