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BTM GUSTO, ED IL TURISMO ENOGASTRONOMICO E’ SERVITO

data novembre 3 | in BTM Puglia, Enogastronomia, Eventi | scritto da | con 18 Commenti

Fervono i preparativi per la terza edizione del BTM, Business Tourism Management, di scena a Lecce il 16, 17 e 18 febbraio 2017.

Tra conferme e novità ci si muove alla luce di nuove consapevolezze che danno il polso della situazione e che portano a compiere nuove scelte per accontentare un pubblico sempre più esigente.

 

Esiste un nuovo turismo non più di nicchia che coinvolge un numero sempre crescente di viaggiatori, un turismo multisensoriale, potremmo definirlo, animato da una ricerca che fa dell’esplorazione visiva, olfattiva, tattile, uditiva e gustativa il suo leitmotiv: parliamo di turismo enogastronomico, un viaggio alla scoperta di nuovi territori sì, ma visceralmente legato alle loro culture, tradizioni, folklori sulla scia di odori, sapori e gusti che, come delle reminiscenze, ci fanno aprire gli occhi, e il cuore, su un tipo di esperienza del tutto nuova, quella sinestetica, facendoci compiere, eccezionalmente, il viaggio più straordinario, quello nella nostra testa.

 

Cosa cerca il turista enogastronomico? Emozioni, prima di tutto. Il tema del viaggio e della vacanza diviene un’esperienza che lega il piacere della conoscenza di nuovi luoghi a quello della scoperta della loro cultura enogastronomica – quando per cultura s’intendono non solo le eccellenze culinarie ma soprattutto ciò che vi ruota intorno, ossia l’enorme patrimonio di prodotti tipici, ricette regionali, degustazioni, sino ad entrare nel vivo della realtà agroalimentare, che sia aziendale o familiare, attraverso vere e proprie incursioni nei processi lavorativi, produttivi e tecnologici, così come nelle cucine di casa, sì!, proprio nel focolare domestico, rimboccarsi le maniche, et voilà… preparare da sé un piatto “forte”.

 

I tour enogastronomici nascono da qui. Dall’esigenza di entrare e cogliere lo spirito del luogo da visitare divenendo vere e proprie forme di turismo tematiche, culturali, integrate e sostenibili dove la forza del prodotto – non solo “food” – deve rappresentare un’identità che proviene “dal basso”, che sia la filiera produttrice, la cantina, la masseria, il ristorante dietro l’angolo. Organizzare itinerari enogastronomici ad hoc vuol dire individuare più temi enogastronomici che motivino il turista, programmando di volta in volta percorsi selezionati volti all’espressione di tratti enogastronomici peculiari, coinvolgendo tutti quei servizi e quelle infrastrutture volte a migliorare l’accoglienza e l’ospitalità dei visitatori.

 

Ed è così che il turismo enogastronomico diviene punto d’incontro traterritori e visitatori, laddove l’agora del gusto si popola delle storie dei produttori e dei prodotti antichi e nuovi, storie che diventano valori:quei valori che rendono unico e indimenticabile il soggiorno nelle località del viaggio. Questa nuova forma di turismo, sicuramente, è l’ispirazione alla base di BTM GUSTO, un contenitore d’eccezione, nell’ambito del Business Tourism Management (18-17-18 febbraio 2017) che si propone di presentare in una suggestiva cornice storica e culturale, quella del Castello di Carlo V, una sintesi di ciò che il Salento e la Puglia possono offrire ai propri visitatori: non una vetrina di prodotti, ma una serie di attività e iniziative che hanno un unico scopo, quello di emozionare.

 

Mariapaola Pinto

 

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