Ciak, si gira On the Road: la musica popolare pugliese secondo Joe Bastianich

data gennaio 3 | in Personaggi, Territorio | scritto da | con 0 Commenti

Sotto una cassa armonica brillante di luminarie, all’esterno di masseria “La scalella”, nella campagna di Avetrana, sfilano Mascarimirì, i cantori di Villa Castelli, Cesare Dell’Anna con Giro di banda, Mino De Santis, le sorelle Gaballo. A un certo punto risuona pure la voce di Enza Pagliara, mentre i Sud Sound System ci sono stati nei giorni scorsi. Non sono le prove per la prossima Notte della Taranta, eppure è proprio dall’evento principe dell’estate salentina che tutto ha avuto inizio. Perché vedere lo spettacolo di Melpignano in tv, a New York, è stata una folgorazione per Joe Bastianich, ristoratore noto in Italia per essere il giudice “cattivo” di Masterchef e anche per una esilarante imitazione di Maurizio Crozza. E mentre il talent culinario – già girata in primavera la terza serie – torna su Sky da dicembre, Bastianich ha deciso di fermarsi in Italia per dedicarsi alla sua seconda passione dopo il cibo: la musica.

La nuova sfida televisiva si chiama “On the road”, una docufiction che esplora la musica popolare del Bel Paese partendo proprio dal Salento. Per vederla su Sky Arte (canali 130 e 400) bisognerà aspettare la prossima stagione televisiva, ma già si intuisce che le atmosfere saranno molto più rilassate rispetto a quelle di “Masterchef”. Con chitarra a tracolla, calice di Primitivo in mano e profumo d’arrosto che arriva dal barbecue, Bastianich è rilassato e ha voglia di scherzare: “Vuoi sapere chi vince Masterchef 3?”. Vino, cibo e musica si fondono nei suoi racconti: “A Spreengsteen porto il vino che produco in Toscana, lui mi regala i suoi pomodori. A The Edge degli U2 quest’anno ho preparato ravioli maremmani per il compleanno”. E lo stesso accade nella sua vita personale: oltre a essere il titolare di una ventina di ristoranti in America e in Italia, Bastianich è anche il frontman del gruppo “Joe Bastianich and the ramps”, dove la parola “ramps” indica la cipolla selvatica che negli Usa si abbina alla carne arrosto. Lo chef passa con disinvoltura dalla cucina alla musica, ora anche in un programma televisivo.

Bastianich, di che parla “On the road”?

E’ il racconto della vostra grande tradizione musicale autoctona, osservata attraverso gli occhi di un figlio di italoamericani che, sebbene abbia un rapporto abbastanza tragico con la lingua italiana, ha avuto la fortuna di passare tanto tempo in Italia.

 

Come mai ha scelto di partire proprio dal Salento?

Per la prima puntata di questo viaggio volevo un posto molto ricco e la Puglia ha una tradizione musicale estremamente interessante. Arrivato qui, ho solo avuto l’imbarazzo della scelta tra i gruppi da invitare e le cose da raccontare.

Conosceva già la Puglia e le sue tradizioni musicali, prima di arrivare?

L’anno scorso sono stato a Ostuni per girare una puntata di Masterchef, ma non ho avuto il tempo di esplorare la regione. La Puglia, però, va molto di moda a New York: una sera ho acceso la tv del mio ristorante e sono rimasto incantato dalla Notte della Taranta. Ero curioso e avevo molte aspettative.

Quello che ha trovato è stato all’altezza delle attese?

Mi aspettavo tanto, ma ho avuto molto di più: avete artisti straordinari. Le sorelle Gaballo, i Sud Sound System, i Mascarimirì, Mino De Santis, Cesare Dell’Anna, Enza Pagliara: sono musicisti e sono leggende.

Negli Usa ha fatto il giudice di Masterchef junior, che sarà in Italia a marzo. Come se la cavano i bimbi ai fornelli?

In America sono ambiziosi e aggressivi, ma se la cavano bene. In Italia, con la vostra cultura del cibo, faranno meglio degli adulti. E in giuria per l’edizione italiana ci sarà un altro Bastianich: mia madre Lidia.

I suoi figli cucinano?

Mai visti ai fornelli: per loro il mondo del cibo è solo il mestiere di papà.

Lei uno chef, un ristoratore e anche un chitarrista: crede ci sia un legame tra cibo e musica?

Entrambe esprimono il senso del posto, parlano di un territorio, ne raccontano la sensibilità. E poi sono piacevoli da ricevere e per questo si consumano nei momenti di gioia. Cibo, vino e musica non solo fanno parte nostra cultura, ma fanno cultura.

Dove la porterà, ancora, il viaggio musicale di “On the road?

Decidiamo tutto in corsa, ancora non lo so.

Ci saranno sorprese?

Jovanotti è un mio cliente, abita a New York vicino a Eataly (uno dei ristoranti di Bastianich, ndr) e spesso siamo a pranzo insieme. Finora non abbiamo fatto scambi musicali, ma lui ancora non sa di questo progetto appena partito, chissà…”.

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