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Fabrizio Saccomanno al Garibaldi di Gallipoli con il suo “Gramsci Antonio detto Nino”

data marzo 10 | in Cultura, Istituzioni, Personaggi, Teatro | scritto da | con 1 Commento

Solo sul palco, seduto su una sedia, Fabrizio Saccomanno nel suo intenso monologo svela pian piano le emozioni più recondite di Antonio Gramsci, uno dei pensatori italiani più grandi del ‘900: l’amore per i figli, per la moglie, la sua lontananza forzata e la sua voglia di essere sempre ostinatamente presente, l’attaccamento al Partito comunista, la dignità mai persa. Un testo coinvolgente che rende il senso di grandezza dell’uomo, rinchiuso in carcere per vent’anni, durante i quali non hai mai smesso di interrogarsi sul mondo, di studiare e scrivere. Nella mole di documenti che ha lasciato, le lettere con cui si teneva costantemente in contatto con il mondo esterno raccontano l’aspetto più privato ed intimo di Gramsci e proprio da queste parte e si articola il lavoro di Saccomanno, portato in scena dopo un lungo lavoro di gestazione, tra laboratori, riscritture e tanto studio.
La prossima rappresentazione sarà sabato 12 marzo presso il teatro Garibaldi di Gallipoli. E pensare che l’idea di realizzare “Gramsci Antonio detto Nino” nasce da un’azione semplicissima: la lettura delle favole al figlio.
“Nel liceo dove tengo dei laboratori teatrali, un’insegnante mi aveva regalato il libro delle favole dei fratelli Grimm tradotte da Gramsci. Ho cominciato a leggerle a mio figlio, mentre dentro di me iniziavo ad interrogarmi sul suo essere padre a distanza, situazione che mi ha commosso molto e che mi ha dato modo di interrogarmi anche sulla sua figura privata – racconta Saccomanno -. Da lì è partito il mio studio delle lettere, poi i quaderni dal carcere e le tante biografie: mi sono appassionato alla sua storia e nello stesso tempo mi sono accorto della difficoltà di rendere teatrale ciò che aveva scritto per una lettura privata”.
Sono seguiti laboratori teatrali con attori e allievi in Toscana, poi a L’Aquila, e poi ancora prove di spettacolo. Solo dopo tanto lavoro si è potuto completare il testo, e successivamente è stato anche sottoposto alla visione e consulenza della Fondazione Gramsci, che ha apprezzato e approvato.
“Era naturale sottoporsi al giudizio dell’ente che preserva la sua memoria – continua l’attore –, bisogna stare attenti a non inventare niente, quando si parla di un personaggio di tale statura. Per fortuna il mio lavoro è piaciuto molto”.
Lo spettacolo sta facendo il giro dei teatri italiani (ma è stato anche all’estero), ottenendo anche il consenso del pubblico.
“Ogni lavoro è un attraversamento di territori, aver interpretato Gramsci mi ha lasciato tantissimo e sento sempre forte l’impegno e la voglia restituire al pubblico la sua esatta dimensione, la sua grandezza, dal momento che in pochi l’hanno letto o conoscono che vita ha condotto. È un patrimonio enorme per la nostra cultura – commenta Saccomanno -. In questo periodo lo sto portando anche nelle scuole, ed è meraviglioso vedere la reazione dei giovani: sono commossi e poi vanno a comprare i libri per saperne di più. Anche dal pubblico adulto ricevo ottime impressioni”.
Molto probabilmente, il 27 aprile, giorno della morte di Gramsci, ci sarà una rappresentazione nel cortile del carcere di Turi, proprio lì dove è stato recluso.
“Sono onorato e allo stesso tempo emozionato – conclude Fabrizio Saccomanno –. E sono contento se il mio spettacolo servisse a mantenere in vita il ricordo di un uomo straordinario”.

Sinossi
Un attore, una sedia, il palcoscenico che diventa metafora di una prigione che attraverso le parole diviene infinita finestra sul mondo distante e ignaro di una reclusione profonda. La claustrofobia di una cella che si apre attraverso le lettere e i diari di un uomo che non rinuncia a vivere attraverso la genialità dei suoi pensieri. Non vi è più nulla nel mondo e nella storia che si salvi dalla sua critica. Eppure, nello stesso tempo, vi sono i suoi figli, la sua amata Julka, la madre, destinatari di un epistolario emozionante e fragile. Fabrizio Saccomanno interpreta un Gramsci che nello stesso tempo diviene padre, marito, figlio, storico, filosofo, nonché dirigente di un partito, quello comunista, che egli ha contribuito a fondare e che in cambio ha voluto estrometterlo e dimenticarlo.
Antonio Gramsci, internato nel 1926 dal regime fascista, uscirà di prigione solo nel 1934, malato, per trascorrere i suoi ultimi anni nell’oblio di un mondo che non ha saputo accoglierlo e che lo rimpiangerà, rivalutando il suo pensiero nel corso di tutta la seconda metà del ’900, fino ai giorni nostri. Fabrizio Saccomanno si fa interprete del senso di una parabola esistenziale che ora più che mai si interroga sul ruolo di un uomo come Gramsci nella società contemporanea. Quale ruolo dare a una vita spesa consapevolmente in prigionia, l’accettazione dell’esilio in virtù della sacralità del proprio pensiero? “Odio gli indifferenti”, scrisse Antonio Gramsci. “Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. [...] Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? [...] Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Orario delle rappresentazioni
Serali: porta ore 20,30 – sipario ore 21,00

Non sarà consentito l’accesso in sala a spettacolo iniziato.

Il presente programma potrà subire variazioni, indipendenti dalla volontà degli organizzatori, che saranno comunicate tempestivamente secondo gli usi.

BIGLIETTI:
INTERO € 15,00
RIDOTTO € 10,00
STUDENTI SCUOLE SUPERIORI DI GALLIPOLI € 8,00
Posto unico

Condizioni generali di abbonamento e riduzioni:
La tessera di abbonamento non è personale e dovrà essere esibita quale titolo d’ingresso al personale di sala.
Gli abbonamenti e i biglietti ridotti saranno concessi esclusivamente ai giovani under 25 anni e alle persone di oltre 65 anni.
Gli studenti delle scuole superiori del territorio di Gallipoli hanno diritto ad un biglietto di ingresso di € 8,00

Vendita dei biglietti e degli abbonamenti:
La prevendita di biglietti e abbonamenti si terrà presso la Pro Loco – Comune di Gallipoli (Via Kennedy) dal lunedì al sabato, dalle ore 9,00 alle 12,30 e dalle 16,00 alle 17,30. Il botteghino del Teatro Garibaldi sarà aperto la sera di ogni spettacolo a partire dalle 19,00.
Per informazioni:
Pro Loco tel. 0833.263007 – Cell. 366.1791510 – prolocogl@inwind.it
Ufficio Stampa e Comunicazione: 347 6108823 – info@prolocogallipoli.it

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