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Il castello che “galleggia” sull’acqua

data febbraio 11 | in Cultura, Istituzioni, Luoghi, Territorio | scritto da | con 7 Commenti

L’intero Salento, si sa, è terra di castelli, ma ce n’é uno circondato quasi completamente dal mare, questo è il suo tratto distintivo. Alle porte del cuore di Gallipoli, quello antico che fa palpitare l’isola su cui sorge, si accede attraverso un ponte in pietra che aggancia la parte vecchia alla parte nuova, un anello di congiunzione tra il presente ricco di fascino e l’altrettanto attraente passato: è li che a dare il benvenuto si innalza il poderoso Castello Angioino, una immagine di solidità su uno specchio d’acque, ora tranquille ora agitate a seconda dei venti che in tante giornate ruzzano come fanciulli.
Sorto con la funzione di sistema difensivo della città e del porto, il castello fu migliorato nel XVI secolo quando venne realizzata un’ulteriore torre fortificata, collegata alla fortezza principale da un ponte levatoio (il Rivellino) e richiama perfettamente alla memoria, ancora oggi, fantasie cavalleresche e racconti fiabeschi.
La struttura, così come appare oggi (di pianta quadrilatera potenziata da torrioni agli spigoli, di cui uno ennagonale, il più antico, e tre circolari), fu costruita dopo l’assedio angioino del maggio 1269 che mandò in frantumi la preesistente fortificazione; il primitivo impianto della monumentale opera difensiva appartiene agli svevi, tuttavia la costruzione definitiva è degli Angioini, ancorché non siano mancati interventi marginali in periodi successivi fino al secolo scorso.
Dopo decenni di chiusura ed incuria, il 5 luglio 2014 l’antico maniero di Gallipoli, è stato riaperto e reso visitabile, divenendo meta per migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, ma anche il più significativo contenitore culturale della città e del suo hinterland.
Ad oggi, nelle sale del castello, sono ospitate una moltitudine di mostre, tra queste, in evidenza “Scatti di cinema, la Puglia al cinema”, realizzata da Apulia Film Commission e curata da Daniele Trevisi: un allestimento i cui 70 fotogrammi, scelti con l’idea di mostrare location, protagonisti e backstage, sono il tramite per un percorso guidato nei luoghi del Salento, quei luoghi in cui natura, mare, architettura, colori e luci si fondono e danno prova di aver incantato i registi di tutto il mondo. La direzione artistica del castello, ritrovato contenitore culturale, è attualmente affidata all’architetto Raffaela Zizzari.

 

Il Rivellino

Una concessione demaniale nel 1957 al signor Petrucelli sancì l’inizio dell’epoca d’oro del noto “Cinema Rivellino”: invenzione moderna in un antico involucro, sala all’aperto con 800 posti a sedere. Chiuso nel 2004, il Rivellino resta tutt’oggi inattivo; a due passi, il grattacielo inscrive la sua mole nell’aria. Visto dall’interno dell’antica struttura, sembra proporre un confronto ed una sorta di continuità nel tempo tra le grandi opere che caratterizzano il borgo antico e la parte nuova.

 

Intervista

Architetto Zizzari, cosa ha significato per lei la riapertura del castello?

È bello poter pensare che ognuno di noi abbia una missione nella vita ed io sono alla continua ricerca di segni propiziatori che mi facciano capire chi sono e cosa posso fare, quale sia il mio posto nel mondo, la mia vita professionale. Non so se la riapertura del castello rappresenti uno di questi segni, sono però certa di una sola cosa: la riapertura mi ha reso felice.

Quali sono state le maggiori difficoltà?
Sembrerà stano ma forse è stata proprio la concezione dell’allestimento. Il castello era un contenitore vuoto e ha una storia molto lunga e sfaccettata, con innumerevoli emergenze architettoniche e tesori ancora celati. Tutto è migliorabile, ma l’aver raggiunto un’alchimia fra contenuto, contenitore e storia da raccontare mi gratifica molto; concretamente la difficoltà maggiore e costante è ancora oggi rappresentata dalle risorse economiche ed è scoraggiante pensare che in Italia ed in Puglia vengano sperperate ingenti risorse inutilmente, senza premiare la meritocrazia e le buone pratiche.

Quali sono i progetti futuri che investiranno il castello nei mesi invernali, mesi nei quali, si sa, il turismo è in calo?
Durante tutto il periodo estivo abbiamo lanciato una forte promozione didattica che sta già portando i frutti sperati, siamo in fase di programmazione di vari eventi sia per il periodo natalizio che per la Pasqua, oltre che per la stagione estiva che verrà.

Tra molti eventi che si sono susseguiti, uno in particolare: la consegna della cittadinanza onoraria a Eugenio Barba, artista di spessore indiscutibile. Che valore ha avuto per lei quell’esperienza?
È stato un onore per me, ho seguito il maestro in tutte le manifestazioni precedenti a Carpignano e a Lecce e ho avuto l’onore di conoscerlo qualche giorno prima, non mi vergogno di confessarle che mi sono commossa, è una persona unica e sono felice di aver abitato anche se per poche ore la sua “isola”.

Quanto è difficile “proporre cultura” nella meta turistica italiana, under 30, più gettonata del momento?
È estremamente facile perché la maggior parte del turismo giovanile è affascinata dal mondo dell’arte e dai beni culturali del luogo scelto per le vacanze estive; la nostra apertura straordinaria fino alle 2 della notte da facilitato e coadiuvato l’incontro, bisogna solo creare delle opportunità.

Lei crede che le due offerte turistiche, cultura e divertimento, possano coesistere?
Assolutamente si, il turismo spazzatura esiste in tutta Italia, pensiamo agli atti vandalici nelle città d’arte come Roma o Firenze; l’importante è far sentire queste persone inadeguate e fuori luogo dando il buon esempio, rispettando l’ambiente, non sporcando, rispondendo in modo educato e cercando di offrire sempre il meglio di noi e del nostro territorio.

 

The castle that “floats” on water The Angevin Castle, built to defend the city and harbor, was equipped in the 16th century with a strong tower, the Rivellino, connected to the fortress by a drawbridge. The structure was built after the Angevins’ siege in May 1269; the defensive work’s original structure belongs to the Swabians, however, the final construction is the Angevins’. After decades of closure, on 5 July 2014 the old manor was re-opened, becoming a destination for thousands of tourists. It hosts many events, such as “Scatti di cinema, la Puglia al cinema” made by Apulia Film Commission and curated by Daniel Trevisi, with 70 frames forming a guided tour to the places of Salento. The castle’s art direction is entrusted to Raffaela Zizzari.

The Rivellino A state concession to Mr. Petrucelli in 1957 sanctioned the beginning of the famous “Cinema Revellino” golden era: modern invention in an old wrapper, an outdoor hall with 800 seats. Closed in 2004, the Revellino is still inactive.

Interview Architect Zizzari, what did the re-opening of the castle mean to you? I’m always looking for signs that make me understand who I am and what I can do. I don’t know if the castle’s re-opening is one of these, but it made me happy. What were the biggest hardships? The biggest one is still today represented by the scarce funds. What are the projects in Winter, when tourism usually drops? During Summer we have advertised an important educational promotion that’s already paying off, we’re scheduling events for Easter and Christmas. Among the events, how important was the award of honorary citizenship to the artist Eugenio Barba for you? I followed him in all his events and I had the honor of knowing him a few days earlier, he’s a unique person. How difficult is it to “suggest culture” to the tourists under 30? It’s very easy because most of the young tourists are fascinated by the world of art and cultural heritage of the place chosen for the summer holidays.

 

Articolo scritto da Valentina Petrucci

 

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