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Il coordinamento dal basso per la Ciclovia che unisce Valle d’Itria e Salento

data marzo 30 | in Associazioni, Idee, Lifestyle, Luoghi, Sport, Territorio | scritto da | con 2 Commenti

Valle d’Itria e Salento uniti da una ciclovia. Sembra un’idea irrealizzabile e invece è molto più semplice di quanto si pensi. E a muoversi verso questa scelta sostenibile sono stati dapprima gli Enti pubblici interessati, che ora vengono supportati dal neonato “Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”. Costituito nei giorni scorsi, il coordinamento conta già 30 diverse associazioni, enti e imprese dell’area jonico-salentina.
“L’idea è nata intorno febbraio scorso, su sollecitazione di alcune associazioni notando alcuni lavori da parte dell’Acquedotto pugliese nell’Arneo, qui l’Ente sta costruendo una nuova condotta – racconta il portavoce del coordinamento, Cosimo Chiffi -. Da ciò ne è nata una discussione su Facebook, e successivamente sono stato coinvolto”.
In pratica, l’idea è di costruire delle piste ciclabili lungo le condutture principali dell’Acquedotto. Due i vantaggi principali: per realizzarla non sono previsti grandi investimenti, anzi; in più, sarebbe una carta vincente per lo sviluppo del turismo sostenibile.
L’Acquedotto pugliese sta portando avanti dei lavori per aumentare la sua portata, tra questi si inseriscono le modifiche lungo il tratto dal nuovo serbatoio di San Paolo, territorio del Comune di Salice Salentino, al serbatoio di Seclì.
“Con nostro piacere abbiamo scoperto che i Comuni interessati ai lavori sulla conduttura, ossia Galatone, Nardò, Leverano, Veglie e Salice Salentino avevano già esplicitamente chiesto ad Acquedotto Pugliese la realizzazione della pista ciclabile – continua il portavoce – . Inoltre, è già stato realizzato un tratto, anche se lungo solo circa 10 chilometri, tra Locorotondo a Ceglie Messapica. Con la nostra petizione vorremmo unire tutti i tratti per creare un unico tracciato di 110 chilometri di pista, dalla Valle d’Itria al Salento”.

Nel progetto sono inclusi i collegamenti da Masseria Zanzara, dove per ben 45 chilometri si sviluppa una strada di servizio del Consorzio di Bonifica dell’Arneo lungo il tracciato del Sifone Leccese e che prosegue in sede propria fino alla strada provinciale 115, fra i Comuni di Fragagnano e Monteparano. “Qui si tratterebbe soltanto di mettere in sicurezza il percorso, già per la gran parte ciclabile – fanno sapere dal coordinamento – con qualche piccolo accorgimento oltre che con la segnaletica, soprattutto per gli attraversamenti”.
Infine, l’ultimo tratto che collegherebbe il tracciato con la ciclovia realizzata in Valle d’Itria, dovrebbe essere progettato e realizzato ex novo. Si tratta di circa 20 chilometri che unirebbero la viabilità di servizio dell’Arneo a Monte Fellone (Villa Castelli), toccando Grottaglie e l’invaso Pappadai dell’Acquedotto Pugliese.
La realizzazione di tali interventi consentirebbe l’estensione del tracciato della Ciclovia per complessivi 93 chilometri, che andrebbero ad aggiungersi al tratto già realizzato lungo il Canale Principale da Locorotondo a Ceglie Messapica ed al tratto terminale interessato da progettazione esecutiva fino a Villa Castelli (in tutto 20 chilometri circa).

“Ora abbiamo chiesto un incontro presso l’Assessorato alla Mobilità della Regione Puglia per conoscere i tempi di realizzazione” – afferma Chiffi -. Siamo convinti che questo progetto sia realizzabile in breve tempo e senza grandi spese, tenendo conto dei cantieri aperti dall’Acquedotto Pugliese, per questo faremo pressione affinché la Regione dia priorità a tali interventi, indirizzando la programmazione e le risorse degli enti di ordine inferiore (Comuni, Province, Gal) al completamento dell’opera e alla realizzazione di itinerari ciclabili di connessione a livello locale”.
Per il coordinamento non ci sono dubbi: “La realizzazione della Ciclovia, infine, è per il Salento una sfida verso un modello di turismo sostenibile che potrebbe stimolare l’appeal dell’intera regione per tutti quei viaggiatori interessati da sport all’aria aperta a diretto contatto con la natura: escursioni trekking, mountain bike, running, oltre che naturalmente cicloturismo”.
E per rendere più forte la sua voce lancia un appello anche alle altre associazioni del territorio.

Del coordinamento fanno parte: associazione Freeplan di Nardò, associazione Messapiae di Nardò, associazione Mo.Bici di Lecce, associazione Arneotrekking di Veglie, associazione MTB Monteroni, associazione “In giro con il diabete” di Nardò, associazione “L’impronta” di Nardò, associazioni FIAB Lecce Cicloamici e FIAB Mesagne Cicloamici, Paolo Giovanni Toma di Cavallino, Sandro Boccia di Trepuzzi, associazione Salento Bici Tour di Casarano, cooperativa Fluxus di Nardò, associazione Archès di Lucugnano, le guide Emanuela Rossi e Totò Inguscio di Avanguardie Nardò, Circolo Tandem di Leverano, A
associazione Ruotando di Lecce, associazione Apulia Activa di Manduria, associazione Play Your Place di Maruggio, associazione Terra Nostra di Sava, associazione Ciclistica Savese Acli di Sava, associazione Cicloclub Nociglia di Nociglia, associazione Nocinbici di Noci, Autorità di Gestione delle Riserve Naturali Orientate del Litorale Tarantino Orientale di Manduria, associazione Verdesalis di Nardò, associazione Città Fertile di Lecce, associazione Grande Salento di Avetrana.

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