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“In grazia di Dio”: il Salento buono e la forza delle donne nell’ultimo film di Winspeare

data marzo 25 | in Arte, Cultura, Personaggi, Senza categoria, Territorio | scritto da | con 0 Commenti

Un omaggio alla forza e alla determinazione delle donne, ai valori della famiglia e ai legami viscerali verso la terra natìa, il Salento. Cresce l’attesa per il nuovo film del regista Edoardo Winspeare “In grazia di Dio”, nelle sale a partire dal 27 marzo, presentato alla 64esima mostra del Festival Internazionale di Berlino nella sezione “Panorama”), dove ha riscosso successo.

La crisi che miete le sue vittime, i conflitti familiari e una terra dove ritornare per ricominciare. Quattro donne di diverse generazioni si scontrano ma si ritrovano in nome dell’amore e dei valori. Una storia così come tante ma che alla fine riesce a far capire che basta davvero poco per stare bene. E lo stesso regista, Edoardo Winspeare può confermare.

Il suo film è stato considerato «Uno dei film più belli della Berlinale” che effetto le fa?

“Il complimento mi è arrivato dalla stampa tedesca, adesso mi sembra tutto normale, ma mai avrei pensato a tutto questo un anno prima. Il film l’ho realizzato a basso budget, gli attori li ho presi da casa mia, come spesso ho fatto per dare autenticità alla storia, i loro sono volti che raccontano e anche l’uso del dialetto rispecchia la volontà di essere veri. È stato realizzato tutto in casa e adesso è diventato un piccolo caso nazionale e internazionale. Sono contento”.

 

È un omaggio prima di tutto alle donne.

“È un film raccontato, diretto e prodotto da uomini, ma posso dire che c’è un’ammirazione verso l’universo femminile. Se vogliamo definirlo così sì, è un omaggio alle donne salentine, che sono la spina dorsale della società, sono più forti. Quando un uomo subiscono un fallimento sono loro a prendere in mano la situazione e a reagire con più vigore. Per questo film mi sono ispirato a mia moglie, a sua figlia. È partito tutto dalla sua osservazione prima di tutto e poi in generale sono passato a soffermarmi sulla realtà, su come la crisi colpisce molte aziende e su come hanno reagito i titolari. Sono notizie che ci arrivano quotidianamente e molti imprenditori, per sopravvivere, si sono reinventati. Nel film è raccontato questo, semplicemente. Comunque rispecchio un’attenzione verso il femminile anche nel rispetto dell’ambiente che è un altro tema a me caro, la terra è femminile e va rispettata”.

 

Le donne sono sempre presenti nelle sue pellicole con ruoli da protagoniste. Cosa le accomuna?

“Ritraggo anche molte figure maschili, ma i personaggi femminili sono forti, le donne sono più consapevoli della realtà che le circonda, in “Galantuomini” ad esempio Lucia più del protagonista maschile sapeva decifrare il mondo intorno a lei. Personalmente nutro ammirazione per le donne “vastasi”, come si dice in salentino, di quelle che, poco legate alle etichette, sono dure e determinate, capaci di prendere decisioni forti e risolutive”.

Inoltre, “In grazia di Dio” è un omaggio al sud, al Salento. Quale aspetto ha voluto cogliere in questo film?

“Decisamente il senso di comunità, ancora diffuso nei nostri paesi, dimostrato dall’aiuto che i vicini, i compari e gli amici si danno a vicenda nei momenti più difficili. Il Salento che racconto è quello migliore, quello buono e solidale. E sottolineo buono e non buonista”.

 

Un film ad impatto 0.

“Sono molto attento all’ambiente anche perché siamo tanti sullo stesso territorio, bisogna fare attenzione alla natura, se si muore di cancro da noi è perché l’abbiamo inquinata. La macchina del cinema consuma moltissimo, noi anche per il budget limitato abbiamo cercato di essere virtuosi. Abbiamo usato tutto quello che avevamo sul posto: abbiamo girato a Giuliano, e siamo stati aiutati da una rete fittissima di persone del posto e di amici che hanno contribuito in qualsiasi modo: con regali, tempo, scambi di favori e di merci”.

 

Cosa le ha dato l’ispirazione della storia e perché quel titolo?

“Ho preso spunto dalle frasi ricorrenti nei nostri dialoghi e nelle nostre conversazioni, l’espressione in grazia di Dio prende tanti significati a seconda dei contesti: in questo caso vuole significare stare in pace con se stessi, nel posto in cui si vive, con le persone che si amano e se c’è la amore per Dio è ancora meglio”.

 

E lei ora si sente in grazia di Dio?

“Sì. Tendenzialmente lo sono, ma anche quando ci sono i momenti di tristezza, in cui sono permaloso o arrabbiato, mi basta pensare che ho una moglie fantastica, vivo in una terra bellissima. Non ho molti soldi,  ma va bene lo stesso. Per stare in grazia di Dio ci vuole poco”.

 

“In Grazia di Dio”, è stato interamente girato nel Salento tra Lecce, Giuliano di Lecce, Casarano, Maglie, Tricase e Corsano; interpretato da attori non professionisti, tra cui la protagonista è Celeste Casciaro, moglie di Winspeare.

Prodotto da Edoardo Winspeare, Gustavo Caputo, Alessandro Contessa per Saietta Film con Rai Cinema, il film è sostenuto da Apulia Film Commission con un finanziamento totale di 101.216 euro (National Film Fund e Ospitality Film Fund), per un impatto sul territorio pari a 451.228 euro. Il film,  inoltre, ha ottenuto il contributo dell’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Puglia, di Luigi De Vecchi, nonché di alcuni sponsor privati: Granoro e Banca Popolare Pugliese.

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