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La filosofia si impara giocando! Presentati i laboratori per bambini sul tema “Integrazione e interculturalità”

data ottobre 8 | in Associazioni, Cultura, Idee, Istituzioni, Libri, Lifestyle | scritto da | con 2 Commenti

In libreria per giocare e imparare la filosofia. Materia complicata? Nulla di più semplice per i bambini che hanno una naturale propensione a porsi mille domande sulla realtà che li circonda. E così, per incanalare la loro grande curiosità verso un vero e proprio metodo di ragionamento, secondo un approccio da autentici filosofi, una libreria per bambini di Lecce ‘Le fanfaluche’ insieme ad alcune associazioni operanti sul territorio e grazie al supporto dell’Università del Salento e del comune di Lecce ha organizzato i laboratori filosofici per bambini tra i 4 e gli 8 anni “Integrazione e interculturalità – il valore della filosofia”, durante i quali si insegnerà a pensare.
Durante la conferenza di presentazione dei laboratori sono intervenuti Antonio Lucio Giannone, prorettore dell’Università del Salento; Carmen Tessitore, vicesindaco e assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Lecce e Paola Carluccio, dell’associazione Aps Meta. Ad introdurre l’iniziativa è stata Alessandra Beccarisi, presidente dei corsi di laurea in Filosofia.

Professoressa Beccarisi, con questa iniziativa la docenza universitaria lascia le sue aule per mettersi a disposizione del territorio, perdendo un po’ di autoreferenzialità.
“È uno degli obiettivi che l’Università vuole perseguire e noi del nostro corso ci stiamo già lavorando da un po’ anche perché, ben presto tra i criteri di valutazione di un Ateneo, oltre ai parametri sulla ricerca e sulla didattica, verranno inseriti quelli cosiddetti della “III missione”, ovvero della capacità di rendere spendibili le conoscenze che maturano all’interno dell’ambiente universitario, attraverso iniziative gratuite e aperte a tutti. I laboratori per bambini, che abbiamo presentato, si avvalgono proprio di queste competenze. Crediamo molto nel valore educativo della filosofia. L’interesse nei confronti dell’insegnamento della filosofia ai bambini è molto alto, sono tante le esperienze nate anche sul nostro territorio. L’Università non può che dare sostegno a tutte queste iniziative, oltre che a organizzarne di nuove, perché mira a promuovere la filosofia e la sua spendibilità sul territorio anche dal punto di vista lavorativo”.

Come si spiega la filosofia ai bambini?
“Il pensiero del bambino, senza alcuna sovrastruttura di sorta, è, di per sé, un pensiero filosofico. Egli già si pone domande speciali intorno alla vita, alla morte, all’ amore, al tempo, alla felicità. Noi adulti, spesso, arrestiamo questi interrogativi e, di conseguenza, anche il bambino smette di porli. La filosofia con i bambini promuove l’impegno a problematizzare, l’esercizio dell’immaginazione, del pensiero e dell’argomentazione rispetto a domande che inducono a mettere in relazione categorie, concetti, esperienze: ci si esercita a fare ipotesi, a distinguere inferenze fondate e infondate, a concepire possibilità diverse da quelle a cui si è abituati, a valutare il quasi e le alternative. Il filosofo aiuta così un processo di discussione e apprendimento che educa alla domanda, alla sospensione del giudizio, alla scoperta di mondi possibili che favoriscono l’incontro con il non conosciuto e aprono la mente alla problematicità. L’apprendimento meccanico lascia spazio a quello significativo, al piacere di scoprire che attiva due sistemi emozionali fondamentali, la ricerca e la giocosità. Nel nostro corso di laurea abbiamo attivato da tempo un laboratorio di “Philosophy for children” (esperienza di insegnamento di filosofia ai bambini che nasce in America con l’obiettivo di offrire strumenti d’apprendimento adeguati agli studenti che non riuscivano a completare gli studi) tenuto dalla professoressa Daniela De Leo, che si occupa proprio di questo aspetto della metodologia dell’insegnamento filosofico; in Italia però si stanno sviluppando altri approcci, che vogliamo sostenere con questa iniziativa. Vorrei ricordare che una responsabile dell’associazione Meta, che si occupa della parte pratica dei Laboratori, Paola Carluccio, si è formata proprio nel nostro Corso di Laurea. Uno degli obiettivi principali per chi studia filosofia e insegna filosofia è proprio educare al pensiero, ad argomentare le proprie posizioni, a discutere, ad affrontare un problema da molti punti di vista e a metterli insieme, integrarli.

Integrazione è proprio un aspetto che verrà affrontato nei laboratori.
“Infatti, così come riportato bene nel titolo. Il primo progetto è sull’integrazione e intercultura e questo spiega la collaborazione con le associazioni che sul territorio che si occupano di integrazione di bambini extracomunitari, come Migrantes popoli e culture, Meticcia, AlteraMente e Baraonda. In questo settore la filosofia può dare sicuramente un contributo. Durante i laboratori non si insegnerà il contenuto filosofico, non ci saranno lezioni sui grandi pensatori, si insegnerà, invece, a ragionare in maniera corretta, a sviluppare il problem solving, a confrontarsi con se stesso e con gli altri. Nello specifico, i bambini, attraverso dei giochi filosofici fatti alla lavagna, vengono messi nella condizione di riflettere sui loro bisogni e desideri fondamentali, sui loro sentimenti, sui valori dell’accoglienza, della collaborazione, della solidarietà. Tutti gli spunti sono studiati per favorire uno scambio dinamico e veloce ed innescare il meccanismo immaginativo. Relazionare il proprio pensiero con gli altri, consente al gruppo di divenire una piccola comunità di dialogo in cui si attivano atteggiamenti di ascolto, conoscenza di sé e relazioni positive nei confronti dell’altro”.

I laboratori si svolgeranno il 14, 21 28 ottobre e il 4 novembre 2015 dalle 16 alle 17 presso la libreria “Le Fanfaluche” a Lecce. Per informazioni scrivere agli indirizzi mail: elisa.rubino@unisalento.it e info.apsmeta@gmail.com oppure rivolgersi direttamente alla libreria per ragazzi ‘Le fanfaluche’.

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