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La Grande Guerra a Lecce tra monumenti ed epigrafi. La storia ricostruita in una giuda da Valentino De Luca

data ottobre 25 | in Cultura, Istituzioni, Italia, Luoghi, Storie | scritto da | con 3 Commenti

Il Monumento ai Caduti è sicuramente quello più grande e conosciuto da tutti, eppure, targhe ed epigrafi punteggiano il centro storico di Lecce, che rischiano di perdere il loro valore culturale e storico, perché nessuno ricorda i motivi e i personaggi a cui sono dedicati. Non rientrano nei depliant per i turisti e gli stessi leccesi ne hanno perso memoria.
E così la targa vicino la sede comunale dedicata a tre giornalisti interventisti, o quella a Cesare Battisti, che da il nome alla scuola elementare sulla quale si trova, possono essere visti solo come fregi decorativi.
Nell’anno in cui ricorre il centenario della Grande Guerra è Valentino De Luca a ricostruire le micro storie e a ricordare i protagonisti dei 18 monumenti leccesi legati al tragico evento nel suo libro-guida “Stringiamoci a coorte siam pronti alla morte l’Italia chiamò” – La Prima guerra mondiale nei monumenti e nelle epigrafi di Lecce, che verrà presentato stasera alle 18,30 presso Palazzo Turrisi, durante una manifestazione “La Grande Guerra a Lecce”.
La ricerca non solo individua numericamente e topograficamente queste tracce storiche, ma recupera alla memoria la storia della città dei primi anni Venti del ventesimo secolo attraverso la rilettura di cronache coeve e di pagine sparse e dimenticate di importanti fonti e documenti d’archivio.
“Lecce ha contribuito molto in guerra in termini di partecipazione, tante famiglie sono state dilaniate con la perdita di parenti o addirittura di tutti i figli – racconta l’autore -. Ogni nucleo familiare è stato colpito dai lutti e il ricordo delle proprie vittime è stato un impegno che ha coinvolto tutta la collettività. Per realizzare il Monumento dei Caduti, per esempio, si è formato un comitato che attraverso manifestazioni ed eventi ha raccolto i fondi per la sua costruzione. Anche Tito Schipa ha sposato la causa e ha dato il suo contributo esibendosi in un concerto nel 1926″.
Il percorso narrativo-documentario attiva un processo rievocativo di eventi, di fatti, di figure rappresentative della scena politica e sociale del tempo, del clima culturale della comunità cittadina.
“È una guida – spiega De Luca – che si correda di diciotto tappe nella quale si possono trovare i dati e i tragici avvenimenti accaduti dall’inizio della guerra fino al 1928. Il lavoro che ho svolto rientra in uno più complesso sulle epigrafi dall’800 in poi, da questo ho estrapolato ed arricchito tutto ciò che riguarda la Prima Guerra mondiale: ne è uscito fuori una storia della città e del suo tessuto sociale in quel determinato momento storico. È stato emozionante leggere lo sviluppo degli eventi dai documenti originali”.
Ricordare, commemorare. La memoria di ciò che è stato non deve andare persa, ecco perché Valentino De Luca lancia un monito affinché quei monumenti vengano adottati e curati per come si conviene.
“Purtroppo ci sono 71 nomi di caduti leccesi durante la Grande Guerra che non compaiono nell’elenco che si trova al Monumento dei Caduti: occorre ridare una dignità storica a questi uomini – continua De Luca che aggiunge –
mi dispiace che la maggior parte dei monumenti sembri quasi abbandonata a se stessa. I beni vanno tutelati, per lasciare testimonianza alle generazioni future”.

L’evento – organizzato dal Lions Club Lecce Messapia – è patrocinato dal Comune di Lecce ed ha ricevuto il sostegno dell’Assoarma Lecce, Associazione Fiab Cicloamici Lecce, Associazione nazionale Arma di Cavalleria sezione di Lecce, Museo Archeologico Faggiano e Società di Storia Patria sezione di Lecce.
“Sono orgoglioso di promuovere questo evento – ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale di Lecce e presidente del Lions Club Lecce Messapia, Alfredo Pagliaro – che accende i riflettori su un importante periodo storico della città di Lecce. Basti pensare che in quegli anni cinquemila profughi vissero in pianta stabile nel capoluogo salentino”.
“Siamo pronti a suggerire e proporre all’Amministrazione Comunale – ha affermato il Colonnello Emanuele Lasalandra dell’Assoarma Lecce – di intitolare una strada o una piazza o un monumento a coloro i quali hanno sacrificato la loro vita in nome della Patria”.
Alla conferenza stampa ha preso parte anche Fabrizio Mancarella del Lions Club Lecce Messapia. I relatori del convegno sono Gianna Bino, che parlerà su “Il ruolo delle donne nel grande conflitto”, Valentino De Luca, l’ammiraglio Ermelindo Collabolletta, che interverrà sul tema “L’Adriatico e la Grande Guerra”, il colonnello Lasalandra, il cui contributo verterà su “I giovani e la Grande Guerra”.

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