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L’Aib sulle biblioteche provinciali della Puglia:un patrimonio da valorizzare

data febbraio 25 | in Cultura, Istituzioni, Libri, Territorio | scritto da | con 5 Commenti

Il patrimonio delle biblioteche pugliesi facenti capo alla Provincia, con lo scioglimento dell’Ente, rischia di perdersi.
L’appello per evitare che la cultura e le professionalità di chi lavora vada perso per sempre arriva dal Comitato esecutivo dell’Aib Puglia (Associazione italiana biblioteche) che avanza una soluzione. La proposta è contenuta in un documento che l’associazione nei giorni scorsi ha inviato a tutte le autorità interessate, con una premessa sul valore delle biblioteche ex provinciali e sulla loro situazione.
Nello specifico, il presidente dell’Aib Puglia, Waldemaro Morgese, ha chiesto un incontro all’assessore regionale ai Beni Culturali sulla problematica anche per “discutere le risultanze, ritenute negative, della recente riunione dell’Osservatorio Regionale sull’applicazione delle leggi 56 e 190 del 2014″.
Sarebbe uno spreco lasciar morire quei poli culturali, soprattutto alla luce degli investimenti fatti dalle Province di riferimento e dalla Regione, che negli anni hanno investito per l’implementazione dei servizi. “Un ridimensionamento della loro capacità operativa vanificherebbe uno sforzo notevole effettuato con le risorse finanziarie della collettività e ciò non è ammissibile” – si continua a leggere nel documento. Inoltre, sarebbe dannoso disperdere le capacità professionali di chi ci lavora, dal momento che risulta sempre più difficile formare, oggi, operatori biblioteconomici adeguati alle richieste complesse dei cittadini.
Le biblioteche ex provinciali in Puglia sono quattro Santa Teresa dei Maschi-De Gemmis di Bari; La Magna Capitana di Foggia; Provinciale di Brindisi; Nicola Bernardini di Lecce; indicativamente, i numeri sulla fruizione arrivano a circa 270mila utenti all’anno per un patrimonio documentale, analogico e digitale, di 685mila documenti; mentre il servizio di prestito ha coinvolto 43mila utenti.
Ogni biblioteca ha avviato, inoltre, decine di servizi e attività per i fruitori, specialmente per i bambini, svolgendo quindi un ruolo sociale non indifferente. Inoltre, le strutture “coordinano i servizi biblio-documentali, informativi e di guida di 4 dei 6 poli del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), per cui dalla salute delle quattro biblioteche ex-provinciali deriva, a cascata, non solo la funzionalità del SBN nella sua porzione collocata nel Mezzogiorno ma anche quella di decine di biblioteche locali pugliesi relativamente ad un arco complesso di servizi biblioteconomici qualificati. Rimarchiamo peraltro che ai 6 poli pugliesi SBN fanno capo ben 238 biblioteche, in massima parte comunali, che coprono oltre il 90 per cento del tessuto comunale della nostra Regione”.
Una soluzione proposta dall’Aib, sarebbe quella di provare in una prima fase alla regionalizzazione di almeno tre delle quattro biblioteche ex-provinciali, e successivamente procedere ad un riordino a regime. Ad ogni modo auspica a delle decisioni “responsabili, attente alle strategiche necessità di alfabetizzazione, informazione e diffusione della conoscenza e del sapere di cui i cittadini hanno assoluto bisogno per affermare le proprie capacità e svolgere i propri ruoli sociali a beneficio dell’intera collettività”.

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