Percorsi a Sud-Ovest di Terra d’Otranto sui binari della memoria

data dicembre 26 | in Itinerari, Territorio | scritto da | con 1 Commento

Il rumore delle rotaie che avanzano a ritmo cadenzato, ma non pulsante, il vociare festoso di chi si è preso un giorno di pausa per godere di un bioritmo lento, il paesaggio salentino che scorre carezzevole dal vetro di un finestrino: a bordo di vecchie carrozze ristrutturate i passeggeri del Salento Express attraversano il territorio salentino alla scoperta dei borghi più belli e meno noti della penisola tra i due mari.

L’idea nasce dal progetto “Rotolando in Terra d’Otranto”, ideato dall’Aisaf (Associazione Ionico Salentina Amici delle Ferrovie) in collaborazione con il Gruppo archeologico di Terra d’Otranto, con l’obiettivo di valorizzare i percorsi turistici a ridosso delle stazioni della linea ferroviaria Sud-Est. Francesco Capezza, presidente di Aisaf parte da una premessa: “Il Salento è ricco di storia e si può visitare in tanti modi. La nostra associazione vuole farlo conoscere attraverso la ferrovia. Recuperando il materiale di cui disponiamo nel museo a Lecce e, con la collaborazione attiva delle ferrovie del Sud-Est, è stato  possibile rimettere sulle rotaie mezzi d’epoca che hanno fatto la storia di queste linee e anche del Salento”.

Trainato da un locomotore del 1959, il Salento Express è composto da due vetture a carrelli e una carrozzina “Piaggio” del 1925, un bagagliaio del 1940 e due altre vetture del 1936 e del 1947. Un viaggio nel tempo e nei luoghi, quindi, quello su Salento Express che il progetto promosso dagli Amici delle ferrovie ha articolato in più tappe dal profilo tematico differente: folclore, tradizione, storia industriale e cultura agricola, sono le linee guida di ogni singolo itinerario per scoprire i luoghi della memoria del territorio messapico.

E il Salento osservato da una vecchia carrozza ristrutturata, risalente al 1903, dai tipici sedili in legno e i balconcini d’affaccio all’esterno, ha un fascino indefinibile: linee continue di muretti a secco, uliveti circondati dal verde autunnale, filari di uva e pajare, vecchi caselli e fermate ferroviarie insospettabili, come “Nardò Centrale” e “Nardò Campagna” o, a sorpresa e solo per l’Aisaf, la fermata di “Gallipoli Porto” (in disuso da anni e riaperta in occasione dell’itinerario di Salento Express) attraversando in tutta la sua lunghezza Corso Roma. La linea della Sud-Est – che ha collegato generazioni di pendolari del basso e alto Salento ai centri cittadini più importanti -  é un binario non intaccato dal tempo.

Che l’iniziativa sia piaciuta è chiaro dal numero di adesioni raggiunte. Dalle famiglie con bambini, ai gruppi di amici dai 30 ai 60 anni, alle giovani coppie e ai turisti ancora in zona; ognuno ha la sua buona ragione per avere scelto di trascorrere una giornata su un treno storico locale alla ricerca di sconosciuti dettagli del luogo di residenza. Tra una chiacchierata e l’latra scopriamo che il progetto convince, fondamentalmente, perché riequilibra il rapporto con lo spazio e con il tempo. C’è anche chi vive questa esperienza ogni volta che può, perché a bordo del “Salento Express” ha costruito una rete di amicizie. Uno spaccato di vita all’insegna del sorriso: i bambini partecipano saltando da un sedile all’altro, dimenticando l’ossessiva compulsione dei giochi sugli smartphone.

Anche noi di Salento Review siamo saliti sul treno storico in occasione degli itinerari dedicati a due grandi centri: Presicce e Gallipoli.  Ad accomunare queste due importanti realtà del territorio, distanti circa 30 chilometri, una storia comune legata all’antica produzione olivicola e all’importante presenza religiosa che ha influenzato la cultura nelle varie epoche. I racconti sulle antiche figure del “trappetaru” e del “naghiru” (il capo dei frantoiani) – uomini capaci di resistere per mesi sotto terra in un luogo caldo e umido insieme alle bestie da soma fino alla fine della campagna olivicola – hanno lasciato tutti i partecipanti al viaggio a bocca aperta. Per gli appassionati di storia è stato il racconto dell’influenza del Concilio di Nicea nell’arte religiosa del Salento di cui è viva testimonianza la Chiesa di S. Maria della Croce (V sec.) in quel che resta dell’antico borgo di Casaranello (luogo di nascita di Bonifacio IX, il papa guerriero).

 

Gli amanti dei paesaggi, invece, sono rimasti senza fiato sul terrazzo panoramico del Museo diocesano di Gallipoli da dove, accarezzati dal vento, si può godere della vista del caratteristico Borgo antico e del porto.  Di notevole interesse l’iconografia della stele dedicata alla Vergine conservata nella Chiesa della Madonna della Coltura, a Parabita, e il barocco che modella il granuloso carparo della Basilica di Sant’Agata, a Gallipoli dove sono custodite le imponenti tele seicentesche del Coppola, del Malinconico, del Martinelli.

 

Le tappe future

Non finiscono gli appuntamenti di “Rotolando in Terra d’Otranto”. A bordo delle carrozze storiche di Salento Express, per tutti gli amanti dei folclore, delle tradizioni e dei luoghi poco noti, il calendario prevede ben altri sette itinerari del Salento da scoprire. Cominciate ad organizzare il vostro tour nel Salento, seguendo il calendario dei prossimi appuntamenti:

28 dicembre 2013: Il Presepe Vivente di Tricase (Via Zollino – Maglie)

04 gennaio 2014: Il Presepe Vivente di Tricase  (Via Novoli – Gagliano)

01 febbraio 2014: L’archeologia industriale a Magklie

19 marzo 2014: Le Tavole di San Giuseppe a Giurdignano

18 aprile 2014: I Riti del Venerdì Santo a Gallipoli

26 aprile 2014: La tradizione bizantina ad Otranto

24 maggio 2014: La civiltà contadina a Tuglie

 

La storia della Linea Sud-Est

Ha origini lontane la linea che collega capillarmente le realtà locali del Salento al resto della Puglia, direttamente connesse alla costruzione della linea adriatica Ancona – Otranto immediatamente dopo l’Unità d’Italia. Ma per sentire parlare di Sud-Est, si deve aspettare il 1931, quando un Regio Decreto affida la concessione alla Società Anonima Italiana per le Ferrovie del Sud-Est. Inizia dunque in epoca fascista una storia che ha contribuito a industrializzare alcuni centri urbani e a integrare le località minori del territorio salentino. Protagonista dei trasporti civili e militari durante il periodo bellico, la ferrovia fu ricostruita grazie agli aiuti del Comando militare alleato per diventare il punto di riferimento negli anni ’60 e ‘70 dei pendolari salentini. Oggi la linea (la più estesa di Italia tra quelle secondarie) copre ben 474 km collegando il Tacco di Italia  (inclusa l’area jonica tarantina) a Bari offrendo un servizio su rotaie complementare al trasporto pubblico su ruote.

 

L’Aisaf e il Museo Ferroviario

Chi non ha almeno una volta sognato ad occhi aperti mentre viaggiava in treno? Il mezzo di trasporto pubblico, tra i più antichi, possiede un fascino magnetico per molti. Suo il merito di avere attratto un gruppo  di appassionati del Salento che, nel 1997, hanno costituito l’Associazione Jonico Salentina Amici delle ferrovie – organismo no profit – con l’idea di promuovere e valorizzare i percorsi su rotaie della linea Sud-Est all’interno del circuito turistico. All’Aisaf  si deve l’apertura di un museo tematico sulla ferrovia della Puglia che ha sede a Lecce nell’ex officina Squadra Rialzo delle Ferrovie dello Stato. Location suggestiva di mostre fotografiche e manifestazioni, il museo è un interessante percorso didattico dei materiali rotabili che hanno fatto la storia delle ferrovie della Puglia: locomotori, antiche vetture, carri merce, un bagagliaio postale, cimeli e vecchi segnali tutti adeguatamente ristrutturati e sotto la vigile ed personale cura dei soci appassionati.

 

Ph. Pierpaolo Schiavone

Pin It

« »

Scroll to top