Percorsi a Sud-Ovest di Terra d’Otranto sui binari della memoria

data dicembre 13 | in Territorio, Video | scritto da | con 2 Commenti

Il rumore delle rotaie che avanzano a ritmo cadenzato, ma non pulsante, il vociare festoso di chi si è preso un giorno di pausa per godere di un bioritmo lento, il paesaggio salentino che scorre carezzevole dal vetro di un finestrino: a bordo di vecchie carrozze ristrutturate i passeggeri del Salento Express attraversano il territorio salentino alla scoperta dei borghi più belli e meno noti della penisola tra i due mari. L’idea nasce dal progetto “Rotolando in Terra d’Otranto”, ideato dall’Aisaf (Associazione Ionico Salentina Amici delle Ferrovie) in collaborazione con il Gruppo archeologico di Terra d’Otranto, con l’obiettivo di valorizzare i percorsi turistici a ridosso delle stazioni della linea ferroviaria Sud-Est. Francesco Capezza, presidente di Aisaf parte da una premessa: “Il Salento è ricco di storia e si può visitare in tanti modi. La nostra associazione vuole farlo conoscere attraverso la ferrovia. Recuperando il materiale di cui disponiamo nel museo a Lecce e, con la collaborazione attiva delle ferrovie del Sud-Est, è stato  possibile rimettere sulle rotaie mezzi d’epoca che hanno fatto la storia di queste linee e anche del Salento”. Trainato da un locomotore del 1959, il Salento Express è composto da due vetture a carrelli e una carrozzina “Piaggio” del 1925, un bagagliaio del 1940 e due altre vetture del 1936 e del 1947. Un viaggio nel tempo e nei luoghi, quindi, quello su Salento Express che il progetto promosso dagli Amici delle ferrovie ha articolato in più tappe dal profilo tematico differente: folclore, tradizione, storia industriale e cultura agricola, sono le linee guida di ogni singolo itinerario per scoprire i luoghi della memoria del territorio messapico. E il Salento osservato da una vecchia carrozza ristrutturata, risalente al 1903, dai tipici sedili in legno e i balconcini d’affaccio all’esterno, ha un fascino indefinibile: linee continue di muretti a secco, uliveti circondati dal verde autunnale, filari di uva e pajare, vecchi caselli e fermate ferroviarie insospettabili, come “Nardò Centrale” e “Nardò Campagna” o, a sorpresa e solo per l’Aisaf, la fermata di “Gallipoli Porto” (in disuso da anni e riaperta in occasione dell’itinerario di Salento Express) attraversando in tutta la sua lunghezza Corso Roma. La linea della Sud-Est – che ha collegato generazioni di pendolari del basso e alto Salento ai centri cittadini più importanti -  é un binario non intaccato dal tempo. Che l’iniziativa sia piaciuta è chiaro dal numero di adesioni raggiunte. Dalle famiglie con bambini, ai gruppi di amici dai 30 ai 60 anni, alle giovani coppie e ai turisti ancora in zona; ognuno ha la sua buona ragione per avere scelto di trascorrere una giornata su un treno storico locale alla ricerca di sconosciuti dettagli del luogo di residenza. Tra una chiacchierata e l’latra scopriamo che il progetto convince, fondamentalmente, perché riequilibra il rapporto con lo spazio e con il tempo. C’è anche chi vive questa esperienza ogni volta che può, perché a bordo del “Salento Express” ha costruito una rete di amicizie. Uno spaccato di vita all’insegna del sorriso: i bambini partecipano saltando da un sedile all’altro, dimenticando l’ossessiva compulsione dei giochi sugli smartphone. Anche noi di Salento Review siamo saliti sul treno storico in occasione degli itinerari dedicati a due grandi centri: Presicce e Gallipoli.

 

 

 

Ad accomunare queste due importanti realtà del territorio, distanti circa 30 chilometri, una storia comune legata all’antica produzione olivicola e all’importante presenza religiosa che ha influenzato la cultura nelle varie epoche. I racconti sulle antiche figure del “trappetaru” e del “naghiru” (il capo dei frantoiani) – uomini capaci di resistere per mesi sotto terra in un luogo caldo e umido insieme alle bestie da soma fino alla fine della campagna olivicola – hanno lasciato tutti i partecipanti al viaggio a bocca aperta. Per gli appassionati di storia è stato il racconto dell’influenza del Concilio di Nicea nell’arte religiosa del Salento di cui è viva testimonianza la Chiesa di S. Maria della Croce (V sec.) in quel che resta dell’antico borgo di Casaranello (luogo di nascita di Bonifacio IX, il papa guerriero). Gli amanti dei paesaggi, invece, sono rimasti senza fiato sul terrazzo panoramico del Museo diocesano di Gallipoli da dove, accarezzati dal vento, si può godere della vista del caratteristico Borgo antico e del porto.  Di notevole interesse l’iconografia della stele dedicata alla Vergine conservata nella Chiesa della Madonna della Coltura, a Parabita, e il barocco che modella il granuloso carparo della Basilica di Sant’Agata, a Gallipoli dove sono custodite le imponenti tele seicentesche del Coppola, del Malinconico, del Martinelli.

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