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“Primitivo wine tour”, una giornata tipo per vivere la terra della DOC Manduria

data aprile 23 | in Agroalimentare, Associazioni, Aziende, entroterra, Itinerari, Territorio | scritto da | con 2 Commenti

Una giornata tipo per “magiare, bere, calpestare il territorio” del primitivo. Questa l’idea del “Primitivo wine tour day” promossa dal Consorzio Produttori di Manduria e rivolta agli operatori turistici. Nelle intenzioni dei “Maestri del Primitivo” guidati da Anna Gennari, responsabile eventi e comunicazione della storica cooperativa manduriana in attività dal 1932, gli operatori del settore sono i primi e i migliori promoters del territorio. Da qui l’idea di offrire ad albergatori, titolari di strutture ricettive, responsabili di infopoint e sportelli informativi pubblici e privati, una giornata esclusiva durante cui vivere da turisti l’area della DOC del Primitivo di Manduria sotto tutti i punti di vista. Il vino, infatti, è la tessera di un mosaico più ampio in cui convergono il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, i percorsi in bici tra i filari di viti, l’antica storia messapica di Manduria con il suo parco archeologico, il centro storico medioevale, la Riserva Naturale Regionale Orientale del Litorale Tarantino. La cantina diventa il luogo di partenza o il punto di arrivo di un itinerario variegato raccontato a più voci dalle associazioni culturali, sportive e di promozione del territorio. Obiettivo del progetto “Primitivo Wine tour”, infatti, è il dialogo con le altre realtà territoriali per offrire una proposta di turismo rurale più completa possibile.
Anche la redazione di Salento Review – impegnata con il progetto 365 giorni nel Salento a raccontare e promuovere le bellezze della Terra dei due mari – ha partecipato all’appuntamento del “Primitivo Wine Tour day” per raccogliere foto, storie, emozioni sull’areale manduriano, che vanta la DOGC in Puglia per il suo primitivo dolce naturale. Non poteva, perciò, sfuggire l’occasione di visitare il Museo della Civiltà del Vino Primitivo annesso alla cantina: una realtà museale che, oltre a custodire strumenti e documenti sulla vitivinicoltura locale, presenta uno spaccato antropico interessante con una serie di oggetti dell’uso quotidiano e domestico del mondo agricolo. Soprattutto, non era possibile perdersi il cuore del wine tour, ovvero l’esperienza da turisti. Coccolati da una degustazione a base di primitivo secco, in versione riserva e dolce naturale abbinata ad una proposta gastronomica nel segno della tipicità, lo sguardo si è rivolto poi al mare, sul confine tra la costa leccese e tarantina segnato dalle Torri. E proprio nella “Salina dei Monaci” di Torre Colimena, dove i benedettini raccoglievano l’oro bianco, il sale, ha catturato squarci di mare cristallino e ha raccolto i profumi della macchia di ginestre selvatiche e ginepro che colorano le dune dorate, sperando di avvistare i fenicotteri rosa che popolano questa riserva naturale. Il vento di tramontana, però, non è stato a favore e la variopinta fauna è sfuggita all’obiettivo. Ma non la flora di lecci e querce che vegeta rigogliosa nel “Bosco dei Cuturi”, distante pochi chilometri dalla costa verso l’entroterra: un’area boschiva di 35 ettari, residuo della riserva di caccia orietana di Federico II dove, a tratti, spuntano a sorpresa le orchidee selvatiche. Tutto attorno, lungo la strada in direzione di Manduria, masserie e terra coltivata, spesso, a vigne. Luoghi con un’anima propria, primitiva dove il sole è il metro della bellezza, del colore e volumi che si riversano nel suo vino da Primitivo potente e carezzevole.
Se è vero che il vino racconta il territorio, ebbene, a Manduria c’è più di un percorso da osservare e un racconto da ascoltare sullo sfondo di un calice di primitivo.

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