pappamusci-1

Si accende la passione dei riti della Settimana Santa

data aprile 2 | in Chiese, Cultura, Luoghi, Pasqua, Tradizioni | scritto da | con 4 Commenti

Fede e spiritualità nella Settimana Santa in Puglia- Mai come in questo periodo la Puglia si carica di bellezza e fascino, di mistero e religiosità. Allo splendore dei luoghi sacri, delle chiese, si aggiungono le emozioni e le suggestioni suscitate dai riti della Settimana Santa. Funzioni dense di simboli e significati che si tramandano da secoli e che, anno dopo anno, ammaliano i visitatori, credenti e non, e rendono sempre più fieri delle proprie tradizioni i pugliesi.
A riproporre le antiche tradizioni, in tutti i comuni pugliesi, sono le Confraternite religiose. Le lunghe processioni, gli incappucciati, i canti e l’allestimento dei sepolcri: sono solo alcune delle manifestazioni che hanno luogo durante la Settimana Santa e che coinvolgono emotivamente tutti coloro che ne prendono parte.
Ogni paese propone i suoi riti, ma è pur vero che in alcuni centri la Settimana Santa diventa un appuntamento immancabile. Qui vi proponiamo alcuni dei luoghi da visitare. Il consiglio è quello di perdersi tra le stradine di ogni paese della Puglia per vivere appieno la sacralità dei luoghi e delle tradizioni.

Taranto

Giovedì Santo
Processione dell’Addolorata. La processione parte dalla chiesa di San Domenico, a mezzanotte e dura circa 14 ore. La statua della Beata Vergine Addolorata è portata in processione dalla Confraternita di Maria SS. Addolorata e San Domenico. Caratteristico l’abito indossato dai confratelli: un camice bianco stretto in vita; sui polsi un rosario con medaglie a carattere religioso; una cinta di stoffa nera che pende alla sinistra del camice; la mozzetta di colore nero con il medaglione col volto della Vergine, un cappuccio bianco che copre tutto il viso e che permette di vedere solo da due fori all’altezza degli occhi; un cappello di colore nero sulle spalle; una finta corona di spine in testa; scarpe nere e guanti bianchi. La processione è aperta dalla troccola (strumento in legno che produce un caratteristico suono), le pesàre ( gli unici bambini che partecipano alla processione), la Croce dei Misteri, i crociferi, 14 poste (coppie di confratelli), il trono e infine la statua dell’Addolorata portata a spalle da quattro confratelli in abito di rito e da quattro forcelle in abito scuro.

Venerdì Santo
Processione dei Misteri. Organizzata dalla Confraternita di Maria SS. Del Carmine, dura 15 ore. Anche in questo caso a colpire è l’abito usato dai confratelli: camice bianco, cinta nera, il rosario, lo scapolare (il simbolo dei devoti della Vergine del Carmine), la mozzetta di color crema, il cappello nero bordato di azzurro calato sulle spalle e il cappuccio bianco calato sul volto. Tutti i confratelli camminano scalzi. Anche questa processione è aperta dal troccolante; seguono il gonfalone, la Croce dei Misteri, le statue di Cristo all’orto, Cristo alla Colonna, l’Hecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù morto e l’Addolorata. Tra le statue si sistemano 24 poste. Elemento essenziali della Settimana Santa tarantina sono le marce funebri eseguiti dalle bande ingaggiate dalle confraternite. L’andatura lentissima di tutti i partecipanti alle processioni prende il nome di nazzicata.

Conversano

Venerdì Santo
Processione del Cristo Nero. Il pellegrinaggio dei fedeli, verso la chiesa di Santa Maria dell’Isola (circa un km dal centro della città), luogo dove si trova la statua di Gesù da baciare e ringraziare, inizia il Giovedì Santo. , si recano presso il Monastero dell’Isola per baciare e ringraziare la Croce del Cristo Nero. La notte si svolge la veglia e poi alle 3 del mattino del Venerdì Santo, si svolge la processione verso Conversano. Apre la processione il flauto ed il tamburo che emettono un suono flebile, segue la Croce e i fedeli con grandi torce. Il passo lento della processione è accompagnato da canti struggenti, spesso in vernacolo. Verso le 6 la statua arriva presso la chiesa di San Rocco, qui la processione fa una sosta più lunga e da questa tappa in avanti Gesù viene portato esclusivamente dai sacerdoti di Conversano e infine dal Vescovo dalla Chiesa di san Benedetto al Palazzo dell’Episcopio. Dopo altre tappe la processione arriva in piazza Castello dove si celebra la Benedizione del mare, della terra, del seminario e della città a cura del Rettore. Intorno alle 13 la statua viene riportata nella sua chiesa.
Processione dei Misteri. La sera del Venerdì Santo tutte le Confraternite partecipano alla processione dei Misteri. Una “trenula” con il suo suono lancinante dà inizio al suggestivo rito. A sfilare ci sono anche i cosiddetti “Pappamusci cu li trai”, ossia fedeli penitenti con camici ornati da greche: per devozione e penitenza trascinano pesanti croci preparate da loro con tronchi di legno di vario spessore e grandezza. Camminano rigorosamente scalzi.

Galatina

Venerdì Santo
Si svolge la sera la Via Crucis, con la statua della Desolata che viene portata in processione dalla chiesa dell’Addolorata fino alla chiesa matrice; qui viene consegnato nelle mani della Vergine il Crocifisso e successivamente la statua è portata in processione fino al Calvario. A seguire la statua c’è una banda composta solo da pochi elementi due trombe e un tamburo. Al rientro della confraternita nella chiesa dell’Addolorata, per tutta la notte la banda esegue i lamenti della Madonna.

Sabato Santo
Già dall’alba parte la processione durante la quale il Cristo morto e la Desolata sono portati a spalla dai confratelli affiancati da due bande di 25 elementi ciascuno che accompagnano i diversi momenti delle preghiere. Gli uomini vestono la tipica tonaca nera con cappuccio, hanno il capo avvolto da una corona di spine, fascia rossa sul fianco ed un cuore trafitto in metallo appeso al collo, simbolo della confraternita. Le donne indossano semplici abiti in nero e hanno il capo avvolto da un velo nero ricamato.

Gallipoli

Venerdì Santo
Processione dei Misteri e della Tomba di Cristo. Al tramonto vengono portate in processione le statue dei Misteri Dolorosi. La processione dura fino all’alba del Sabato Santo . Il suo passaggio è annunciato dalla trozzula (strumento in legno con battenti metallici), dalla tromba e dal tamburo, oltre che dai lampioni.

Sabato Santo
Processione di Maria Desolata. L’alba del Sabato Santo saluta la processione di Maria Desolata, organizzata dalla confraternita di S. Maria della Purità. Gli incappucciati, con saio e cappuccio bianco, mozzetta giallo paglierino e cingolo rosso, precedono le statue del Cristo Morto, adagiato in un’urna dorata e di Maria Desolata. La processione prende le mosse intorno alle 3 del Sabato nel buio della notte, ad accompagnarla solo il suono di una tromba e di un tamburo. Il momento più suggestivo e toccante della processione è quando la Madonna ed il Cristo Morto si incontrano al largo della Chiesa per l’estremo saluto, con il mare e la spiaggia della Purità a far da sfondo alla folla in religioso silenzio.

Francavilla Fontana

Giovedì Santo
Pellegrinaggio per i Sepolcri dei “Pappamusci”. A Francavilla ogni anno si riversano centinaia di visitatori per assistere ai riti pasquali che iniziano una settimana prima. Entrano nel vivo proprio il Giovedì Santo, con la celebrazione della Santa Messa, detta “in Coena Domini”, dove sono presenti i confratelli della chiesa del Carmine, detti “Pappamusci”, gli incappucciati che camminano scalzi e con un bastone in mano. Con la loro marcia raggiungono tutte le chiese di Francavilla per pregare in ginocchio davanti al Repositorio detto “Sepolcro”. La notte del giovedì, un gruppo di confratelli con la “trenula”, accompagnati da due musicisti, intonano una “nenia” presso l’uscio di casa dei più anziani, del priore, ex priori e benefattori, per invitarli alla processione del venerdì.

Venerdì Santo
Processione della Desolata. Il pellegrinaggio dei Pappamusci continua anche la mattina del Venerdì Santo e si assiste, inoltre, alla processioni della Madonna Addolorata. La mattina (dalle ore 8,00 sino alle ore 12,00) le sei confraternite, alternandosi annualmente in gruppi di tre, sfilano contemporaneamente in processione, tra due ali di folla, per le vie della città. La sera, invece, la città si blocca commossa per la morte del Cristo. Dalla Chiesa esce la Croce nera dei Misteri con i simboli della passione di Cristo e si avvia in processione per il paese, qui partecipano di tutte le Confraternite ognuna con la proprie divise. A segnare l’inizio dei vari riti è sempre il suono della “tremula”.
Tra le statue più suggestive c’è sicuramente la statua di Cristo all’Orto, dove Gesù è in ginocchio nell’orto e mentre prega riceve il “Calice Amaro”. La statua è portata con forte devozione dai confratelli dell’Orazione della Morte. E poi la statua di Cristo alla Colonna, che raffigura Gesù spogliato, frustato incoronato di spine.
Successivamente si assisterà alla sfilata di crociferi detti “li pappamusci cu li trai”: fedeli penitenti con camici con greche di appartenenza; per devozione e penitenza trascinano pesanti croci preparate da loro con tronchi di legno di vario spessore e grandezza. I penitenti camminano scalzi e con fatica trascinano le croci per tutto il percorso in segno di perdono. La processione va avanti lentamente, nell’assoluto silenzio pregando per la pace tra gli uomini.

Domenica di Pasqua
Processione del Cristo Risorto. La Confraternita dell’Immacolata chiude i Riti con la Processione del Cristo Risorto.

Vico del Gargano

Giovedì Santo
Pianto della Madonna. A sera per accompagnare la funzione viene intonato “Il pianto della Madonna” da voci femminili. In tarda serata nelle chiese sedi delle confraternite prende vita “l’uffizio delle tenebre” in cui vengono intonati i canti della tradizione religiosa vichese.

Venerdì Santo
Processioni penitenziali del mattino con visita ai Sepolcri. Questo rito parte già dalle 8 del mattino. Prima la Confraternita della Morte ed Orazione e poi le altre 4 Confraternite, oltre ai fedeli con la Madonna della Chiesa Matrice, partono in processioni penitenziali singole dalle proprie chiese, cantando il Salmo 50 del Miserere, per la visita dei “Sepolcri” nelle 12 chiese di Vico del Gargano, fino ad arrivare alla Chiesa del Convento dei Cappuccini. Qui le “Madonne”, come vengono affettuosamente chiamate dai fedeli queste processioni, sostano a turno in omaggio a Gesù Sacramentato, per poi rientrare nelle proprie sedi intonando l’inno Pange lingua gloriosi e il canto Tantum ergo Sacramentum. Ogni corteo è preceduto da tre bimbi, quello al centro porta la croce con i simboli della Passione (flagelli, martello, corona di spine, tenaglia, spugna, lancia e lenzuolo), dietro vi sono due file di bambini tenuti in riga dal mazziere, infine i Confratelli che precedono l’Addolorata e il Cristo Morto. La Confraternita dei Carmelitani Scalzi ha anche le statue rappresentanti i 5 Misteri, la Confraternita di San Pietro porta solo l’Addolorata.
Sempre il venerdì nella Chiesa del Purgatorio, alle 15 avviene la liturgia dell’Adorazione della Croce, a cui segue la comunione con i Presantificati (detta Messa Pazza), con le ostie consacrate il giorno prima. Successivamente seguono le “Tre ore di Agonia” e la predica sulle sette parole di Gesù in Croce. Particolari e suggestivi sono i canti che accompagnano i riti. Mentre la sera alle 18.30, in un unico corteo aperto dalla Confraternita di San Pietro, le confraternite e il popolo portano in cerimonia il fercolo dell’Addolorata della Chiesa Matrice e il Cristo Morto della Chiesa di San Giuseppe sede della Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica, che chiude la processione. Intonando in modo separato il Miserere si giunge sino alla zona che simboleggia il Golgota, posta alla punta estrema del quartiere Carmine, al “Calvario” dove cinque croci simboleggiano le altrettante piaghe di Gesù. Il Venerdì Santo si conclude con la divisione della processione nelle vicinanze della Chiesa di San Nicola, sede dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento. La Confraternita dei Cinturati di Sant’Agostino e Santa Monica accompagna poi il Cristo Morto nella Chiesa di San Giuseppe dove viene cantato il Miserere in forma completa, mentre le altre confraternite rientrano con la Madonna alla Chiesa Matrice, proseguendo con la potente polifonia di strada.

Pin It

« »

Scroll to top