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TedxLecce 2013, il coraggio di guardare oltre le proprie certezze

data gennaio 7 | in Speciale | scritto da | con 0 Commenti

C’è una cosa che accomuna un chirurgo a un funambolo, un trombettista a un haker, un attore a un’astrofisica e, ancora, un designer a uno chef. Il fil rouge è il coraggio, che poi è il tema scelto  dall’associazione “Diffondere idee di valore” – con la direzione di Gabriella Morelli e Vito Margiotta – per la seconda edizione del TedX, ospitata lo scorso ottobre a Lecce.

Le conferenze Ted sono una realtà che negli Stati Uniti esiste da quasi trent’anni. L’obiettivo dell’associazione che le ha ideate è quello di diffondere idee di valore e proprio per questo in tutto il mondo, nel corso del tempo, si sono moltiplicati gli eventi locali dove la x è appunto il luogo in cui la manifestazione si svolge. Il meccanismo è semplice: i relatori salgono sul palco e in interventi brevi – da 5, 10 o 15 minuti ciascuno – illustrano al pubblico la loro idea sulla base dei requisiti dell’innovazione dell’utilità per gli altri. In alcuni casi si tratta di idee che hanno cambiato il mondo: basti pensare al caso di Bill Gates.

A Lecce, a  fare gli onori di casa c’era Ippolito Chiarello, attore che sul palco ha recitato un brano tratto da “Ma-donne”, nell’ambito della campagna “Posto occupato” contro il femminicidio, a cui TedX ha aderito. E se l’anno scorso, in un’edizione pilota ospitata dalle Officine Cantelmo, si era parlato di innovazione, quest’anno il tema scelto ha virato più sul sentimento. Ognuno dei 26 speaker arrivati a Lecce ha raccontato il coraggio dal proprio punto di vista. Risultato: una lunga maratona di parole che ha sviscerato l’argomento le sue declinazioni: audacia, temerarietà, persino incoscienza, ma anche cinismo – come  quello che serve per uccidere in battaglia – e coraggio di avere paura.

Nonostante qualche defezione – all’ultimo minuto hanno dato forfait il giornalista Riccardo Luna, l’attivista Yvan Sagnet, il cardiochirurgo Andrea Daniele Pinna e l’haker Arturo Filastò – il palco del Politeama greco è stato calcato da relatori di elevato spessore. La platea leccese ha potuto ascoltare  lo chef (con un passato da fotoreporter e un’esperienza di otto mesi in carcere) Filippo La Mantia e il biologo leccese Claudio Quarta. Appena diciottenne il relatore più giovane, l’Alfiere della Repubblica Angelo Morello che combatte la sua personale guerra contro il digital divide. Il coraggio è la vita di ogni giorno per la figlia di Bob Kennedy, Kerry, che lotta in difesa dei diritti umani, per il presidente di Libera Terra in Puglia, Alessandro Leo, ma anche per il docente universitario Andrea Rangone, l’information designer Angela Morelli, la giornalista e scrittrice Azadeh Moaveni, l’innovatore sociale Dario Carrera, i giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo, il programmatore Jaromil, l’attivista per i diritti umani Maryam Al Khawaja, il linguista Massimo Arcangeli, l’amministratore delegato di Tiscali Renato Soru, l’attivista sociale Salvatore Barbera, l’imprenditrice Selene Biffi, il docente di Management Stefano Cucca, il musicista Vincenzo Deluci. Presenti anche Brad Templeton, guru di Google, il designer Massoud Hassani, l’astrofisica Sandra Savaglio, il direttore generale di Reporters sans frontieres, Christophe Deloire e persino un funambolo: Andrea Loreni.

Sul palco non sono mancate le sorprese: intanto, pur senza essere fisicamente presente, Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, ha regalato a TedX un pezzo della sua poesia, mettendo il coraggio nella penna e affidando la recitazione di alcuni suoi versi inediti a Ippolito Chiarello. Luciano Cantini, imprenditore esperto in stampa tridimensionale, ha invece portato un dispositivo di nuovissima generazione con il quale ha compiuto davanti al pubblico il miracolo della stampa di un oggetto.

Il tutto esaurito registrato dall’evento, che ha avuto anche un ricco calendario di appuntamenti collaterali, ha certificato la bontà dell’intuizione degli organizzatori. Ci vuole coraggio e ci vuole anche capacità di confronto per capire che oltre se stessi e le proprie certezze c’è sempre una sfida possibile per rendere il mondo che viviamo migliore per tutti.

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